Consultazione dei registri di cancelleria presso la Corte dei Conti

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Con un recente comunicato inviato al Consiglio Nazionale Forense, la Corte dei Conti ha annunciato alcune importanti novità in ambito di processo contabile digitale.

In particolare, a seguito di una generale reingegnerizzazione del sistema informatico, la Corte dei Conti renderà disponibile agli avvocati una nuova versione della piattaforma telematica per la visualizzazione e l’estrazione di copia dei documenti informatici contenuti nei fascicoli di causa.

Tale funzionalità denominata “FOL”, alias Fascicolo On Line, comprenderà – oltre ai classici servizi di consultazione delle procedure incardinate presso la Corte – anche una sezione dedicata alle notificazioni e comunicazioni di atti contenenti particolari categorie di dati personali, ciò in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 16, comma 5, del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179.

Importante ulteriore novità, poi, sarà relativa al sistema di autenticazione e accesso al servizio. Le vecchie credenziali utilizzate oggi per la consultazione – difatti – saranno disabilitate e, almeno per la prima fase di vita del servizio, sostituite con l’autenticazione tramite SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale).

La Corte dei Conti ha comunque rassicurato gli utenti sul fatto che, in un secondo momento, verrà abilitato l’accesso anche tramite i classici canali della Carta Nazionale dei Servizi, quindi tramite chiavetta di firma digitale. Per questa fase di avvio, invece, l’unica modalità di autenticazione rimarrà lo SPID.

Sarà quindi auspicabile che i professionisti interessati al processo digitale contabile si dotino quanto prima di un servizio di accesso di questa tipologia, sottolineando che – comunque – la stragrande maggioranza dei fornitori di Identità Digitali mettono a disposizione gratuitamente i servizi base di autenticazione.

A cura di Luca Sileni – Avv.to iscritto all’ordine di Grosseto referente informatico dell’ODA di Grosseto e Segretario del Centro Studi Processo Telematico


Fonte: Sistemiamo l’Italia

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